Anche perché di lavorare non voleva proprio saperne. «Ero povero, ma tengo a precisare che nella mia vita non ho mai lavorato - racconta - Anche perché non so fare nulla». «A oggi mi sono fatto 17 anni da disgraziato e 9 da miliardario - un altro passaggio - Me ne mancano ancora 8, prima di pareggiare». Poi le donne («ne ho avuto tra 600 e 700») e gli allenatori, da Fascetti («l’unico con cui non ho mai scazzato») a Gentile («lo detestavo»), da Spalletti («gli ho detto “mica stai allenando quelle schiappe che avevi all’Udinese, questa è mica casa tua, è casa mia”») a Capello («A Tarragona mi fa scaldare per tutto il secondo tempo con Ronaldo. Nello spogliatoio gli dico “sei un uomo di m…., sei più falso dei soldi del monopoli”) passando per Del Neri («non si capiva un c… di quello che diceva»). E non manca la spiegazione della lite con Totti: tutto nacque quando furono entrambi ospiti di Maria De Filippi e il capitano giallorosso si prese, secondo il racconto di Cassano, l’80% del compenso.
«Perché c’è qualcuno che ha obiettato? Uno può sempre prendere la laurea del coglione quando vuole. Se uno vuole prendere una laurea pubblica ogni occasione è buona. Io - ha concluso il premier - mi sono veramente rotto e dico quello che penso».
MUSSOLINI - Dell’Utri risponde a Klaus Davi anche su Mussolini. «Sbagliò, non c’è dubbio - spiega il senatore di Dell’Utri - ma quando era al potere lo Stato era più presente di quanto non lo sia adesso. Aveva dato, e in questo è stato l’unico, un senso di patria al Paese, che non c’era prima e non c’è stato neanche dopo».
Secondo quanto dicono alcuni testimoni che considero credibili, attendibili e tutt’altro che interessati - scrive nei commenti, rispondendo ad un suo lettore - esistono proporzionati motivi per temere che la signorina in questione occupi il posto per motivi che esulano dalla valutazione delle sue capacità di servitore dello Stato, sia pure apprendista.
Il clima è troppo acceso. Adesso dobbiamo andare avanti con un po’ più di calma”. Silvio Berlusconi accende il semaforo rosso. La riforma dell’università deve attendere. Maria Stella Gelmini lascerà per un po’ nel cassetto il suo “piano” per gli atenei.
«Papà ma chi è più forte: Braccio di Ferro o Berlusconi?» «Braccio di Ferro» «Chi è più forte: Hulk o Berlusconi?» «Hulk» «Chi è più forte: Pippi Calzelunghe o Berlusconi?» «Pippi Calzelunghe» rispondo mentre entrambe ridono divertite. «Ma il Tyrannosaurus Rex se lo mangia a Berlusconi?» «Certo che sì!» «Papà ce lo fai vedere Berlusconi?» chiedono all’unisono, ormai incuriosite. «Ok» e gli faccio vedere il video ormai celebre dell’”Avviso ai naviganti”. Appena lo vedono scoppiano a ridere.